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Lettera di Bertolucci, Gianotti e Tonelli sui tagli all’INFN

Pubblico per intero la lettera per media sui tagli all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) inviata da Sergio Bertolucci, direttore della ricerca del Cern, Fabiola Gianotti, responsabile dell’esperimento Atlas, e Guido Tonelli, già  responsabile dell’esperimento Cms (Atlas e Cms sono i due esperimenti che hanno consentito di scoprire la nuova particella che sembra proprio essere il bosone di Higgs)

Abbiamo appreso con sconcerto e profonda preoccupazione che il decreto associato alla cosiddetta “spending review” prevede un taglio al finanziamento dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del 3.8% nel 2012 e del 10% nel 2013 e nel 2014.

A complemento dei tagli nei fondi, si prescrive anche la riduzione del 10% del personale tecnico e amministrativo, evidentemente considerato una zavorra improduttiva e non una componente fondamentale della ricerca.

Se questi tagli fossero confermati, l’INFN sarebbe messo nell’impossibilità di proseguire efficacemente le sue attività e di onorare i suoi impegni nazionali ed internazionali: più che il rischio, ci sarebbe la certezza di una rapida e irrimediabile perdita delle posizioni di eccellenza costruite in quasi sessant’anni di storia , e tuttora validamente presidiate, malgrado la costante erosione dei finanziamenti negli ultimi quindici anni.

Non è una questione di destra o di sinistra: l’atteggiamento verso la ricerca è uno dei pochi ambiti in cui la politica italiana esprime un approccio pienamente bipartisan. Di segno sbagliato, purtroppo.

Quest’ultima decisione è poi particolarmente irricevibile sia nel metodo che nel merito.

Sul metodo è sufficiente sottolineare l’assoluta mancanza di una qualunque interazione tra il Governo e la dirigenza dell’Istituto, segno, come minimo, di una preoccupante leggerezza nel valutare le conseguenze strategiche dei tagli, se non addirittura  di un’incapacità preconcetta a riconoscere l’eccellenza nel caso essa si manifesti  in un ente pubblico.

Entrando poi nel merito, non si capisce perché l’INFN debba essere l’istituto di gran lunga più penalizzato in termini assoluti e tra i più tartassati in termini relativi: il rilevante contributo dell’INFN alla storica scoperta annunciata recentemente al CERN, autorevolmente riconosciuto dal Presidente della Repubblica in una lettera pubblicata sul sito del  Quirinale, o il lusinghiero giudizio della commissione del MIUR per l’assegnazione della parte premiale del fondo di finanziamento ordinario, inspiegabilmente sembrano generare effetti di segno contrario.

Queste misure vanno poi ad aggravare una situazione già di per se critica, frutto di provvedimenti che negli ultimi anni, oltre che la compressione dei bilanci, hanno via via imposto la riduzione della pianta organica, il blocco delle carriere, il congelamento dei salari.

Con queste ultimi provvedimenti l’INFN verrebbe di fatto riportato alla situazione in cui si trovava nei primi anni ’80, con buona pace dei blabla (anche questi bipartisan) sull’importanza strategica della ricerca e dell’innovazione per la crescita del nostro paese.

Infine non può sfuggire il messaggio devastante trasmesso ai nostri giovani (e bravi!) ricercatori: in pratica un invito ad andarsene da questo Paese e, in un perverso effetto domino, un brutale scoraggiamento delle vocazioni scientifiche per gli studenti delle scuole superiori.

Il rischio di creare un danno irreversibile è dunque altissimo.

Ci auguriamo che il Governo e/o il Parlamento sappiano correggere rapidamente questa scelta miope e pericolosa.

Da parte nostra non assisteremo in silenzio all’ennesima dilapidazione di un altro pezzo  del futuro di questo Paese.

Sergio Bertolucci – Direttore della Ricerca, Cern

Fabiola Gianotti   – Responsabile Esperimento ATLAS

Guido Tonelli        – già Responsabile Esperimento CMS

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Vedi il bosone e poi muori

Ora lo so quanto dura la sbornia da Higgs: tre giorni. E per qualcuno può essere mortale. Sono passati esattamente tre giorni tra l’annuncio della scoperta al Cern (che era valso al direttore della ricerca del Cern Sergio Bertolucci le congratulazioni di Giorgio Napolitano) e l’annuncio dei tagli imposti dalla spending review, così pesanti da mettere a rischio la sopravvivenza dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’ente che ha un ruolo fondamentale nella ricerca al Cern. Ne ho scritto su La Stampa intervistando prima Nadia Pastrone, dell’INFN di Torino (l’articolo si trova qui, grazie alla ribattuta del preziosissimo blog Io Non Faccio Niente) e poi Luciano Maiani, che propone alcune alternative.

E la SuperB chiude il cerchio?

Alcuni giorni fa ho ricevuto un comunicato stampa dal CabibboLab, la grande infrastruttura di ricerca che dovrebbe traghettare verso il futuro la fisica italiana.

Il comunicato si chiama “Un Super Laser per SuperB” e lo trovate sul sito dell’INFN, fra i comunicati emessi il 19 amaggio, e anche sul sito del CabibboLab.

Il comunicato recita “Il progetto dell’acceleratore SuperB, che sarà realizzato entro cinque anni nell’area di Tor Vergata, si arricchisce di un competitivo FEL (Free Electron Laser). Le caratteristiche uniche della luce del FEL di SuperB potranno servire obiettivi di fisica della materia, biologia e medicina, in sinergia con gli obiettivi di fisica fondamentale di SuperB, senza compromettere le prestazioni dell’acceleratore”. E più sotto: “Questa idea nasce dalla volontà di allargare l’offerta scientifica del CabibboLab”

Fulminante il commento di una fisica incontrata al Cern: “Allargare l’offerta? Come se per allargare l’offerta sulla tratta Milano-Roma, Trenitalia aggiungesse una stazione a Bangkok”. In realtà Bangkok come vedremo, male che vada non è mica un brutto posto per fermarsi …

Andiamo con ordine.

Da molti anni (io ne sento parlare dal 2002) nell’area di Tor Vergata è in progetto un Free Electron Laser, una sorta di apparato che consente di ottenere immagini a raggi X di estrema precisione. L’oggetto sarebbe stato il risultato di una collaborazione fra l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed altri enti, fra i quali il Laboratorio Desy di Amburgo.

In sintesi, un Free Electron Laser funziona come segue. In primo luogo un acceleratore di particelle porta un fascio di elettroni a una specifica energia, e poi gli elettroni vengono spinti a seguire un percorso non diritto, deviandoli grazie a dei magneti. Curvando gli elettroni perdono energia sotto forma di raggi X, proprio quelli che occorrono per ottenere le avanzate “radiografie” di cui parlavo.

E la SuperB? Si tratta di un progetto nato nel 2007 all’interno dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Come avevo scritto a suo tempo su Newton, l’Istituto rappresenta da anni la comunità scientifica più rampante di cui l’Italia disponga: una comunità dotata di quattro grandi Laboratori, con un ruolo di primo piano al Cern di Ginevra e abituata a gestire in tutto il mondo collaborazioni internazionali di massimo livello. Ma ciò nonostante una comunità che si sente in crisi. Un po’ perché i grandi esperimenti al Cern spostano su Ginevra i riflettori di questo tipo di ricerca in fisica, lasciando parzialmente in ombra i laboratori italiani. Un po’ perché nel nostro Paese tutta la ricerca langue, e se un edificio scolastico va in pezzi anche i primi della classe ne soffrono.

L’idea quindi era di dare un futuro alla fisica Italiana dotando il nostro Paese di un grande laboratorio, su modello del Cern, con dentro un acceleratore di particelle d’avanguardia, la SuperB. La proposta non era priva di buone ragioni, ma da subito ha trovato molta opposizione fra gli stessi fisici. I motivi erano diversi, ad esempio molti non ritenevano che la SuperB potesse portare a scoperte veramente importanti, anche tenendo conto che non sarà affatto uno strumento unico al mondo. I giapponesi hanno in progetto una macchina analoga, e sono ben presto andati più avanti nei lavori. Altri pensavano fosse nocivo iniziare un gande progetto dall’esito incerto, che però avrebbe senza dubbio tolto risorse a quelli in corso.

Anche l’appoggio internazionale ha cominciato presto a vacillare: tedeschi e americani si sono sottratti e gli unici veri alleati sembravano essere i francesi.

Ciò nonostante, la SuperB è entrata fra i progetti bandiera approvati sotto il Ministro Gelmini, come annunciato dall’INFN il 4 gennaio 2011.

Come conseguenza di questa scelta, inizialmente arrivano 19 milioni di euro, che negli anni sarebbero dovuti arrivare a 240 (cito a memoria). Peccato che la SuperB abbia un costo stimato dai 600 agli 800 milioni di euro … Il resto quindi dovrebbe essere coperto da altre istituzioni.  Per ora la sorgente di questi soldi mi sembra restare vaga, ma dovrà pur essere stata concordata visto che il comunicato dice che la SuperB  sarà realizzato entro cinque anni, che dati i tempi di questi progetti vuol dire davvero “domani”.

Tanto per cominciare comunque viene costituito il CabibboLab, che prende il nome da uno dei più illustri fisici italiani. L’INFN ne annuncia la nascita il 7 ottobre 2011.

E il Free Electron Laser? Il progetto originale negli anni si è dileguato, anche (qualcuno dice “solo”) a causa dell’arrivo dell’ingombrate SuperB.

Ora però il CabibboLab annuncia di “allargare la sua offerta scientifica” con quello che sembra essere un nuovo Free Electron Laser.

Non sarà che alla fine ci troveremo solo il Free Electron Laser, senza SuperB? E non sarà che alla fine il cambiamento più sostanziale rispetto a come sarebbe evoluto il piano del 2002 sarà stato la costituzione del CabibboLab?

Per chi volesse saperne di più, consiglio il Blog IoNonFaccioNiente.